Seonda parte
L’esercito dei desperados
Un martello pneumatico nel silenzio insolito di una via periferica di Roma. Una mamma che cambia un bambino così, sul marciapiede. Un centro commerciale semideserto, sguarnito di vetrine ma puntellato di enormi contenitori di gomme da masticare colorate. Tutto porta a due serpentoni di teste messe in piega, maglie scure, giacche con scritte dorate, scarpe bianche che aspettano un “tu sì” e un “tu no” dai buttadentro del pubblico.

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.
